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Inequilibrio.07 è l’ennesima tappa di un percorso decennale. Un flusso continuo che scorre in direzione dell’ascolto e del dialogo con gli artisti che condividono gli stessi intenti di Armunia.

Inequilibrio è una festa che, pur nel clamore, ha come segno distintivo l’ascolto del silenzio.

Inequilibrio (tenta) ha la pretesa di essere in distonia col senso comune, tende a misurarsi creando occasioni di contraddizione col pensiero corrente, con ciò che è conosciuto, col tranquillo scorrere dei giorni.

Nella convinzione che non esiste una nuova strada nel teatro che non implichi estesi margini di errore.

Inequilibrio è dubbio, inquietudine, fantasia, malinconia, nutrimento: Inequilibrio è distonia fertile.

Inequilibrio.07 è l’ennesima tappa di un percorso decennale. Un flusso continuo che scorre in direzione dell’ascolto e del dialogo con gli artisti che condividono gli stessi intenti di Armunia.

Inequilibrio è una festa che, pur nel clamore, ha come segno distintivo l’ascolto del silenzio.

Inequilibrio (tenta) ha la pretesa di essere in distonia col senso comune, tende a misurarsi creando occasioni di contraddizione col pensiero corrente, con ciò che è conosciuto, col tranquillo scorrere dei giorni.

Nella convinzione che non esiste una nuova strada nel teatro che non implichi estesi margini di errore.

Inequilibrio è dubbio, inquietudine, fantasia, malinconia, nutrimento: Inequilibrio è distonia fertile.

 

Programma Inequilibrio 2007
 
        sab 30 giugno ore 21 e dom 1 luglio ore 19 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
COMPAGNIA CASARSA TEATRO E PLEIADI
MARAT  PRIMA NAZIONALE da Peter Weiss
a cura di Renato Bandoli
regia Maurizio Lupinelli
aiuto regia Silvia Loddo
con Michele Bandini, Simone Bernardini, Alessandro Bertocchini, Simone Bianchi, Maria Laura Brutti Liberati, Andreina Canalini, Roberto Capaldi, Emanuela Cattaneo, Daniele Ceretti, Gisa Chiaramonte, Martina Ciani, Angela Compagnoni, Mirco Fabbri, Roberta Ferrari, Elsa Francesconi, Davide Genova, Ilaria Giari, Luca Gola, Christian Guidotti, Marco Lombardi, Leonardo Lancia, Rosanna Lambardi, Mirca Lorenzani, Maurizio Lupinelli, Pierfilippo Macchiavelli, Gianluca Mannari, Francesco Mastrocinque, Federica Monti, Gianni Nardi, Emiliano Pergolari, Luana Perroni, Elisa Pol, Mariapia Pruneti, Federica Rinaldi, Roberta Rosini, Enrica Santini, Valentina Scarpellini, Linda Siano, Diana Spadoni, Adriana Stefanini, Federico Sorba, Cesare Tedesco, Elena Tomaino, Vincenzo Viola. Educatori: Lucia Tei, Silvia Proserpio, Patrizia Franchi, Franca Giglio, Nathalie PizzoIl Marat-Sade dei ragazzi afflitti da vari handicap ma convinti e attenti nel loro lavoro e stimolati e diretti mirabilmente da Maurizio Lupinelli è uno dei rari esempi di buon teatro non sull’handicap ma che hanno gli handicappati al centro. La morale è quella che dovrebbe essere – e non è stata e non è- di ogni teatro che voglia definirsie comunitario, sociale: lavorare con e non lavorare per. (…) A caratterizzare lo spettacolo è la straordinaria attenzione e lo straordinario rispetto per le possibilità attoriali dei ragazzi e adulti del gruppo spezzino, per i loro tempi per le loro singolari aperture e disponibilità. Rispetto, una parola-chiave. Ma a essa va aggiunta una parola che sembra in contraddizione e non lo è: crudeltà. (…) Crudeltà perché non si chiede pietà ma si esige rispetto (…). Sono persone vere quelle che ci stanno di fronte e ci fanno evidente che ogni handicap è “compatibile” (…).  ” Goffredo Fofi, LO STRANIERO sab 30 giugno ore 19Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
GOGMAGOG
QUELLA VOLTA TEATRO II 
due atti unici di Samuel Beckett
con Carlo Salvador, Guido Rinaldi, Tommaso Taddeivoce Bobo Rondelli luci Marco Falai
oggetti di scena Sendi                                                                 
regia Tommaso Taddeicon la collaborazione di Armunia

 

 … il giovane gruppo di ricerca toscano GOGMAGOG rende omaggio a Beckett mettendo in scena due pezzi brevi e tra i meno frequentati del maestro, Quella volta e Teatro II. Se il secondo è una gag livida dove due personaggi misteriosi, forse ispettori dell’aldilà, giudicano da polverosi incartamenti se il terzo abbia diritto o meno di buttarsi dalla finestra (…), il primo è un  fulminante esempio di quei rapidi “dramaticule” che Beckett prese a scrivere in maturità ( la definizione è sua e sta a esprimere il ridicolo che c’è in ogni tragedia), Quella volta, vede in scena un attore muto, o meglio il suo viso dipinto di bianco, sospeso nel buio totale. A occhi chiusi, il volto ascolta la voce della sua memoria (qui quella registrata del cantante Bobo Rondelli) che lo colpisce da tre direzioni diverse, restituendo frammenti incongrui di una vita perduta. Quindici minuti rigorosi e struggenti, un’esperienza teatrale estrema difficile da dimenticare”.
Simona Spaventa.

 sab 30 giugno ore 22 e dom 1 luglio ore 21 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI)  ANDREA COSENTINO
ANTO' LE MOMO’
avanspettacolo della crudeltà
ANTEPRIMA
di e con Andrea Casentino
regia Andrea Virgilio Franceschi
collaborazione artistica Valentina Giacchetti 
Antò le momò è avanspettacolo in senso affettivo. La libertà e la frammentarietà e i colori vogliono essere un omaggio a un’arte povera, popolare nelle ambizioni e sofisticata negli strumenti. Ed è avanspettacolo in senso letterale, qualcosa che viene prima dello spettacolo vero e proprio: esposizione dell’incompiuto, processo creativo esibito un attimo prima che diventi forma, strutture drammaturgiche denudate come gesto estremo e paradossale di pudore, dove proseguo e radicalizzo quel raccontare gli spettacoli per smontarli, che era già la cifra dei miei lavori precedenti. In questo senso Antò le momò è programmaticamente uno studio, l’incompiutezza è la sua ragion d’essere. E’ una piccola scatola delle meraviglie, un laboratorio alchemico di sperimentazioni comico-grottesche, il contenitore aperto e provvisorio di spettacoli che non farò mai e di idee che svilupperò altrove, nel quale concedermi il piacere del rischio e dell’improvvisazione, che per me restano il cuore pulsante del teatro.

sab 30 giugno ore 20   Teatro L’Ordigno, Vada (LI) 

AMBRA SENATORE

DOMESTIQUE danzaprogetto, realizzazione ed interpretazione Ambra Senatore
Musiche Brian Bellott, Domenico Modugno
Luci e assistenza tecnica Alessia Massai
Sostenitori: ALDES, Interplay/TorinoDanza.
L’ambiente domestico come luogo chiuso, insieme protetto e isolato. Spazio di vita quotidiana, di ripetizione di gesti e anche di intimità e abbandono al gioco.
Una donna lo abita.
Domestique è il secondo quadro di un dittico -primo quadro è EDA-solo del 2004 - che esplora con il corpo l’intimità della solitudine e il desiderio, spesso maldestro, di incontrare l’altro.   

sab 30 dom ore 19 e 1 luglio ore 21
Teatro L’Ordigno, Vada (LI) 
COMPAGNIE JUHA MARSALO (FINLANDIA)PROLOGUE D’UNE SCENE D’AMOUR 
danza
chorégraphie Juha Marsalointerpréti Sara Orselli, Simon Bellouard, Juha Marsalomusiche Dan Levyluci Frédéric Moreaucostumi Olivier Mulinproduzione Compagnia Juha Marsalo
programma presentato con il supporto del Centro Nazionale Coreografico
Roubaix Nord – Pas De Calais / Carolyl Carlson 
Prologue d’une scène d’amour, del Centre Choréographique National, mette in scena corpi ammutoliti dal desiderio passionale.
Il punto di partenza di questo lavoro è una volontà di psicanalisi che nasce improvvisamente e costituisce la via d’accesso all’immaginario, per parlare di quello che ci anima. Presenta degli esseri che non simulano e mette in luce la potenza dei corpi. Si tratta di corpi completamente disponibili, pronti a rischiare, all’altezza dei sentimenti che li abitano. E’ una questione di desiderio, di incontro brutale diretto e frontale.
La potenza dei corpi nasce dall’esplosione delle emozioni. Come appropriarsi dell’altro quando l’amore ci attraversa? Che fare di questo pieno di emozioni che ci sommerge? E’ così nell’incontro che l’emozione è resa visibile dal corpo. Questo confronto installa un ritmo comune nei tre danzatori. I tre individui si cercano, tentano di entrare in contatto. Vogliono appropriarsi del corpo dell’altro come del proprio spazio. Una specie di seduzione si mette in scena, per la dominazione dei corpi che ci rinforza ma che ci sfugge eternamente.   dom 1 ore 22.30 e lun 2 luglio ore 23  Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
ROBERTO ABBIATI
RICCARDO L’INFERMOIl mio regno per un pappagallo molto liberamente ispirato al “Riccardo III” di William Shakespeare
drammaturgia Francesco Niccolini e Roberto Abbiaticollaborazione tecnica Alessandro Calabrese e Luca Salatasi ringrazia per la produzione Armunia
Sognano i clown? ed hanno mai incubi? e che incubi può avere un clown? Come in un film: dopo il successo di un personaggio, come si fa ad ucciderlo? ecco dunque che dall’ultimo spettacolo dei Clown del Teatro d’Artificio, “The Clown Shakespeare Company”, resuscita uno dei cadaveri eccellenti, quel Riccardo III che a tanti spettatori, a fine spettacolo, uscendo dalla sala, ispira la canzoncina che Riccardo disperatamente cerca di cantare mentre accoppa Falstaff... è un delirio? forse, ma siamo nel mondo dei clown, dove tutto è concesso. Così, Roberto Abbiati, clown milanese, reinterpreta le gesta del più sanguinario degli eroi shakespeariani: Riccardo di Gloucester, alias quello “piscinin, brut e catiff”: saltando da Londra alla Brianza, dall’inglese al dialetto delle campagne lombarde, “Il mio regno per una pappagallo” mischia brandelli shakesperiani alla storia quotidiana di un attore/clown, con le sue paure e gli incontri, quelli veri, con le persone, con la malattia, con chi ieri c’era e stamani al risveglio non c’è più. Un lungo sogno, un po’ buffo ed un po’ malinconico, destinato a coinvolgere il pubblico più di ogni ragionevole immaginazione...

“E’ impossibile costruire un discorso sensato intorno a questo Riccardo “piscinin, brut e catiff”: affascina perché contiene ogni mio sogno (“Mai donna fu corteggiata in questo stato... la prenderò, ma non la terrò a lungo!”) ed incubo (“Dispera e disperando muori!”), abisso (di sangue) e paradiso terrestre (la corona), circondato da bellezza e stupidità, maledizioni e malattie. E’ disastroso e sozzo di sangue, eppure gioca come un bambino. O forse i bambini giocano come lui.”

 lun 2 luglio ore 21Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
KINKALERI
THE HUNGRY MARCH SHOW BETWEEN A CARROT AND I
danza
progetto e produzione Kinkalericon Matteo Bambi, Marco Mazzoni Nella tradizione di esso (1999), Due anzi una macchina (2002), SERIEb (2003-04), The hungry march show continua il percorso di ricerca attraverso l’improvvisazione; il progetto si sviluppa nell’elaborazione linguistica sempre in divenire, determinato dalla scelta di sottotitoli ogni volta diversi che fungono da traccia narrativa.
Il tentativo è quello di riappropriarsi del senso del fare trasformandolo in elaborazione immaginifica per esaltarne il furore e la propria potenza evocativa. Ancora un percorso a due dove le soggettività dei singoli entrano prepotentemente nella rappresentazione e dove l’esperienza diviene soggetto della rappresentazione stessa, un luogo dove le storie vengono narrate; narrazione come cronaca, descrizione, relazione, esposizione, resoconto, romanzo. “Lo spettacolo non ha bisogno di contesti chiari o storiografici, mi infurio quando cercano di  spiegarmi il contrario, nessuno lo sa e non è certo male non saperlo, è una delle poche cose intrise di mistero dove meno riconosci e più percepisci.”
  
lun 2 ore 22 e mart 3 luglio ore 22.30 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
ASSOCIAZIONE SUTTA SCUPA
SUTTA SCUPA  elaborazione drammaturgica Giuseppe Massaregia Giuseppe Massa, Giuseppe Provinzano, Fabrizio Ferracanecon  Giuseppe Massa e Giuseppe Provinzano
voce Elena Amato
luci Cristian Zucaro
Produzione Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa – Unione dei Teatri d’Europa / Associazione Sutta Scupa 
«Due amici lavoratori precari (al momento disoccupati) attendono… Due vite ai margini della nostra società che rappresentano la sconfinata massa di lavoratori precari di un futuro prossimo in cui potremmo ritrovarci a vivere, nel quale siamo destinati a vivere se prevarrà il modello di sviluppo politico-culturale neoliberista. Vite precarie le loro, senza futuro e senza passato, con un presente dove aleggiano nebbie e dubbi.
Abbiamo sentito la necessità di collocare i personaggi nella sala d’attesa di un’azienda, costretti ad aspettare di essere chiamati da una “Voce”, per fare il colloquio attraverso il quale potrebbero essere assunti. Giuvanni e Vitu, ricordando, iniziano una personale via crucis che li condurrà ad una laica resurrezione. Durante l’attesa assaporiamo la sgradevolezza poetica dei loro silenzi, conosciamo le loro speranze e i loro disagi».
(Sutta Scupa)  mart 3 luglio ore 21 castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
COMPAGNIA MALEBOLGE
TUMORE , UNO SPETTACOLO DESOLATOPRIMA NAZIONALE
scritto e diretto Lucia Calamaro
con Monica Mariotti e Benedetta Cesqui
disegno luci Marco Fumarola
co-procuzione del Rialto Sant’Ambrogio, Roma
  A Virginie Larre, storica dell’arte, brillante, bevitrice, imbranata e molto comica amica mia, questo requiem. Se la malattia non fosse intervenuta, nella stagione 2006-2007 Virginie sarebbe stata a Roma come borsista a Villa Medici.Ma é successo.Allora  a Roma, ci sarà di lei solo questo mio ricordo.E mi piace credere che  mentre qualcuno lo vede, mentre sarà in scena, l’ombra in cui lei adesso si muove, sarà forse un po’ meno fitta, sfiorata dall’eco di questo fare     Da mer 4 a  lun 9 luglio ore 22 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
THEATRE DE L’ARC-EN-TERRE (FRANCIA)
STORIA DEI PALADINI DI FRANCIA
lettura in 6 episodi
PRIMA NAZIONALE
autore anonimocon Massimo Schuster e le sue vallette

Anni fa, in tournée a Palermo, andai a trovare il mio amico Mimmo Cuticchio in quel suo laboratorio di via Bara che è una specie di caverna di Alì Babà zeppa di paladini, donzelle, grifoni, giganti e infedeli vari. Mimmo già ben conosceva il mio amore per il teatro dei pupi e per il cuntu, che di quel teatro fu il genitore.
La sera cenai a casa sua. Dopo cena, mentre bevevamo uno di quei buoni caffé che si bevono in Sicilia gustandoci un cannolo, Mimmo mi regalò un libro, intitolato Storia dei paladini di Francia, che aveva sì una bella copertina blu carta da zucchero con in mezzo l’immagine di un paladino che uccide un drago, ma non portava nome d’autore né anno di stampa. La sera stessa, nella mia camera d’albergo, mi misi a leggere ed è solo dopo varie ore, crollando ormai dal sonno come le mura di Trebisonda erano crollate sotto gli attacchi di Orlando, Rinaldo e compagni, che mi diedi per vinto. È che quel testo era una meraviglia. Un capolavoro. Una leccornia. Una chicca. Una bigné con la crema.
Da allora io quel libro me lo sono letto e riletto più volte. E poi un giorno mi sono detto che tutto quell’amore che sentivo per quelle frasi strampalate e per quelle sfilze di nomi astrusi volevo spartirlo con altri, con un pubblico. È quel giorno che è nato questo spettacolo.

merc 4 luglio ore 21Teatro L’Ordigno, Vada (LI) GIOVANNA VELARDIPUPIDDA OU L'EXIL  danza coreografia e interpretazione Giovanna Velardiregia Nicolas Slawny Linguaggio coreografico e teatralità, Pupidda  traccia il percorso iniziatico di una donna in esilio.Una giovane ragazza dopo un tragico episodio familiare parte dalla sua isola e scopre il mondo . Guarda al s passato e alla cultura che la richiamano. Una identità  fatta di gioia e violenza. Pupidda evoca la bambola di zucchero che si offre in sicilia durante la festa dei morti. Pupidda ugualmente richiama la festa sacra di Priapo dove si celebrava la fecondità; Processioni di streghe che scacciano gli spiriti maligni muniti di un bastone di legno, il «Fallo». Mangiare la bambola di zucchero , rito cannibalesco, permette di trovare una nuova energia. Tutta la potenza dell'infanzia nella sua fase orale e fallica , fase della scoperta del mondo attraverso il corpo; stimolazione dei sensi, piacere degli organi, bocca, sesso. Nutrito da queste evocazioni Pupidda trova  questa energia di vita del corpo e dello spirito, questa pulsione vitale. Vecchi e giovani
Una Bambola di zucchero
Cannibalismo
Un Morto
Una identita' perduta
Una identita' ritrovata
Una fase orale
Una fase fallica merc 4 ore 23/24 e giov 5 luglio ore 23/24 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) COMPAGNIA KATZENMACHER TREMENDO/MERAVIGLIOSO 
ideazione e regia Alfonso Santagata
attori Antonio Alveario, Rossana Gay, Johnny Lodi,
Massimiliano Poli e altri da definire
 Spettacolo per un massimo di 20 persone a replica 
La resa della realtà attraverso la scrittura di scena di un linguaggio che esprime l’energia del corpo e il suo pensiero è negli ultimi tempi applicata ad una sorta di ‘saga del male’, tutta giocata tra le pieghe di un contemporaneo, spettacolarizzato, a tratti grottesco, senza più limitazioni morali, in una serie di intrecci in cui sono contemporaneamente presenti paradosso, cinismo, dramma e ironia; dove il male si presenta in forme sempre più subdole:
ridicoli mostri drogati dal sogno del denaro, che vendono tutto il possibile e l’impossibile dall’aria a cimiteri  sottomarini, sogni che precipitano nell’incubo;
prigionieri illusi, gaudenti che hanno seppellito la passione e l’amore, schiavi dell’apparire.
Un male senza più forma, irriconoscibile e perduto, che allibisce, senza scandalizzare.
A partire da autori quali Montesano, De Silva, Balestrini, Ferrandini, De Luca ed altri il mio nuovo progetto è di rendere in scrittura scenica questo agitato panorama di sensi e relazioni, non in chiave di commedia umana ma nel tentativo di scoprire il brulicante formicaio di questa sorta di avanspettacolo post-moderno; come opera buffa e dramma messi insieme

merc 4 ore 19 e giov 5 luglio ore 21 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) AMNESIA VIVACEECCE ROBOT!cronaca di un’invasionePRIMA NAZIONALE
drammaturgia e regia Daniele Timpano
ispirato liberamente all’opera Go Nagai
musiche originali Michela Gentili e Natale Romolo
eseguite da Michela Gentili, Francesca La Scala e Valentina Cannizzaro
ispirate liberamente all’originale colonna sonora  Michiaki Watanabe
disegno luci e voce narrante Marco Fumarola
registrazioni audio effettuate presso il Rialto Santambrogio di Roma
montaggio audio a cura Lorenzo Letizia
aiuto regia Valentina Cannizzaro e Marco Fumarola
organizzazione  Maria Rita Parisiuna produzione di amnesiA vivacEin collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi “Viva Mazinga! Lasciamolo vedere ai bambini, tanto non sarà lui a farli rincretinire.”
[Marco Ferreri]
Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Mazinga, Goldrake) lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti alla Tv.
Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. Era l'Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell'ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l'infanzia tra robot d'acciaio.

merc 4 ore 21 e giov 5 luglio ore 19 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
CANTIERI TEATRALI KOREJA
IL CALAPRANZI A chi toccherà stasera?
di Harold Pinter, traduzione Alessandra Serra,
regia Salvatore Tramacere
con Angela De Gaetano, Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese, Fabrizio Saccomanno
scene, luci e suono di Lucio Diana e Salvatore Tramacere
Attraverso linguaggi periferici e invenzioni sceniche, ci si misura con un testo che ben si adatta alla nostra contemporaneità inquieta, spiata, telecomandata a tal punto da insidiare e minacciare l'individuo stesso. Un luogo astratto è abitato da due figure femminili, doppi astratti di Ben e Gus, enigma di forza e fragilità, crudeltà e sottile comicità. Le attese, la noia si fanno movimento, corpo che danza in un vortice da musical noir. Poi si spia un'altro luogo, questa volta più realistico. Due letti in un "buco" di stanza, dove i due aspettano i comandamenti di un'azione criminale, istruzioni senza significato. Aspettano, dialogano nel loro linguaggio dialettale, calabrese Ben, duro ed essenziale, salentino Gus, stupito e tormentato: un'attesa riempita di parole, un dialogo teso e scattante dove i silenzi contano quanto le battute. Il Calapranzi continua a sfuggire alle maglie di un teatro di genere, ponendo interrogazioni senza tempo che risuonano tra le mura di un sottosuolo. "A chi toccherà stasera"?     ven 6 ore 23 e sab 7 luglio ore 19.30 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) RICCARDO IIIo del Potere 
PRIMA NAZIONALE
da W.Shakespeare
di e con Oscar De Summa
produzione Armunia
co-produzionie  Festival di Montalcino

Il potere logora chi non ce l'ha

Giulio Andreotti
 Riccardo non è niente in sé, e proprio per questo può diventare tutto. Si  adatta alle forme, cambia aspetto e modi, per essere esattamente ciò che serve, ciò che è necessario per conquistare e mantenere il potere. Per il Re il potere  è una cosa che si può prendere in mano e mettere sulla testa.
“Intarsiata dai maestri orafi d’Inghilterra, con le pietre più preziose mai conosciute…”, la corona è un oggetto di passione.  Ed essa lo attrae, lo ammalia, lo fa procedere come colui che non vede e non vuole altro. Riccardo III è schiavo della Cosa e da schiavo innesca l’inquietante meccanismo della storia,  convinto di poterlo governare fino alla fine. Ma c’è qualcosa che blocca gli ingranaggi del meccanico movimento che fa avanzare il Re, perché questo povero buffone risoluto a divenir scellerato, non ha fatto i conti con le parole oracolari della sua coscienza, che si rivela in sogno a predirgli la fine. Pur essendo sicuro di averla estirpata, essa, come una fenice, risorge sempre di nuovo per ricordargli la sua miserabile condizione, il suo buio esistenziale.
   ven 6 luglio ore 19  Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) MALASEMENZA, MERIDIANO ZERO, TEATRO DI BUTII CAN’T GET NO SATISFACTION
da Ricordi dal sottosuolo di Fedor M. Dostoevskij
con Claudio Alfaroli, Francesco Cortoni, Silvia Garbuggino, Marco Sanna, Francesca Ventrigliaregia Gaetano Ventriglia «In definitiva:meglio non far nulla! Meglio una consapevole inerzia! E così, evviva il sottosuolo! Anche se ho detto che invidio l’uomo normale fino a un rancore bilioso, non vorrei essere nei suoi panni, date le condizioni in cui lo vedo.Ma anche adesso sto mentendo! Mento perché lo so che non è meglio il sottosuolo, ma qualcosa di diverso, completamente diverso, che io bramo, ma che non riuscirò mai a trovare!»
                                                                                                                 Fedor M. Dostoevskij 
  «Quando guardo la televisione, e un uomo salta su e mi dice quanto bianche potrebbero essere le mie camicie, ma io penso che non può essere un uomo perché non fuma le stesse sigarette che fumo io… i can’t get no, no no no!»

                                                                                                               M. Jagger, K. Richards

 

     ven 6 ore 19 e sab 7 luglio ore 21 Teatro L’Ordigno, Vada (LI)  
ALIX EYNAUDI (FRANCIA)
SUPERNATUREL   danzaPRIMA NAZIONALE
performance Alix Eynaudi
realizzazione Olivier Tirmarche, Bruno Pocheron, Alix Eynaudi
voce  Chrysa Parkinson
costumi Bénédicte Graber
in collaborazione con APAP/advancing performing arts project Il punto di partenza di questo progetto, una performance dalla coreografia sperimentale, è la mia fascinazione per il magico del teatro e per gli effetti speciali, usato nelle performance in genere. In termini più specifici, la cosa che mi interessa è il momento in cui lo spettatore inizia a credere nella visione dello spettacolo, il momento in cui si arrende a una serie di sensazioni che lo avvolgono.                                                                                    ven 6  ore 21 e sab 7 luglio ore 23  Castello Pasquini, Castiglioncello (LI)                                                                                
TEATRO MINIMO
CIRANO DE BERGERAC 
ANTEPRIMA
scritto e diretto da Michele Santeramo
musiche Giorgio Vendola
con Santeramo/Vendola
organizzazione Antonella Papeo coproduzione  comune di andria
in collaborazione con il Festival Castel dei Mondi di Andria
sostegno alla produzione Comune di Terlizzi – Provincia di Bari –
Regione Puglia
Cirano è innamorato di sua cugina Rossana. Ma lei è innamorata di un bel giovane, Cristiano, che la ricambia.
Cirano è brutto e lo sa perché ha un naso troppo lungo sul quale gli uccelli potrebbero farci il nido.
Cristiano è bello ma non sa parlare. Rossana non ci ha mai parlato. Rossana ama sentir ben parlare.
Cirano sa parlare, gran rimatore e gran spadaccino.
Cirano e Cristiano mettono insieme un corpo bello e un’anima bella, e fanno un’altra persona. E come si innamora Rossana di questa persona che non esiste!
Nello spettacolo, a parti di pura narrazione, riscritte dal punto di vista di Cirano, si alternano passi dell’opera di Rostand. Il gioco del racconto in musica è continuamente costruito su domande e risposte, con delle parti pre-registrate che, richiamate nel live attraverso l’uso di una loop, contribuiscono a dare continuamente ritmo al racconto.  
In scena poche luci, musiche, Cirano, e tutta la leggerezza di questa storia.
 sab 7 ore 18.30  e dom 8 luglio ore 21.30Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
COMPAGNIA TEATRALE PICCOLI PRINCIPI
LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE Drammaturgia e regia Alessandro Libertini Testo Paola Zannoner Scenografia Rodolphe Montet collaborazione artistica Véronique NahInterpreti  Elisa Consagra e Véronique NahProduzione: Compagnia Piccoli Principi, Scandicci Cultura Comune di Scandicci, Regione Toscana, Massalia Théâtre de Marionnettes/Système Friche Théâtre di Marsiglia, con il sostegno di C.R.E.A/Festival Momix di Kingersheim., Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo La favola di Amore e Psiche, una delle più complesse e misteriose storie d’amore della mitologia greca, è raccontata nello spettacolo con dolcezza ed ironia da due attrici. Grazie all’eleganza delle immagini, alle sottilità del testo ed alla suggestività della musica, lo spettatore è immerso nell’intrigo. In questa “storia di tutte le storie”, come molti la definiscono, sono racchiusi i temi essenziali che costituiscono l’ossatura di molte storie d’amore eccellenti: da La bella e la bestia a Cenerentola, da Paolo e Francesca a Romeo e Giulietta, dal romanzo rosa alla soap opera. Dei tanti temi che attraversano il mito di Amore e Psiche, lo spettacolo mette in scena quelli che più caratterizzano il cammino del bambino verso l’età adulta: l’incertezza, i sentimenti contrastanti, la curiosità legittima o colpevole, la disubbidienza pericolosa e necessaria, la bellezza come strumento di seduzione e come prigione, e tanti altri.
Come il mito a cui si ispira, anche lo spettacolo narra di un percorso iniziatico che porta dall’in-consapevolezza alla visione piena: una grande allegoria del diritto dei ragazzi alla conoscenza.
   sab 7 ore 21 e dom 8 luglio ore 19 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) IL BATTELLO EBBROIL GABBIANOANTEPRIMA NAZIONALE
di Anton Cechov
versione di Martin Crimp
direzione Sandro Mabellini
traduzione Leslie Csuth
preparazione Rebecca Murgi
interpretazione,, Elisabetta Ferrari,  Francesco Scianna, Paolo Summaria, Barbara Folchitto, Lucia Mascino, Mariano Nieddu
revisione drammaturgica Gian Maria Cervo
organizzazione Stefania Minciullo
Il teatro, la scena vuota, gli attori, gli spettatori.
Le macerie invisibili.
Distruzione, per sempre. Gli effetti della Conquista.
Il problema dell’altro. La matematica c’entra poco.
Il teatro di Cechov, Il Teatro di Crimp.
La sopravvivenza.
Il problema dell’Amore.
Chi sei tu per me. Ti conosco per cosa.
Ti amo.
Mi repelli.
Voglio entrare nel tuo mondo.
Mi vesto della tua pelle perché ti amo fino in fondo.
Voglio andarmene.
Cosa posso fare per scomparire?
Cosa ci stiamo a fare qui se non per le Forme Nuove, capaci di generare un Nuovo Mondo.
Sei tu che non mi capisci. Ascoltami, ho una storia da raccontarti ma sento che mi manca qualcosa. Dimmi cosa senti. Mi fa male la testa. Portami con te al Polo Sud.
Devi andartene.
Smetti di voler essere qui.
Allontanati.
Allontanati da dove mi vedi meglio.
Allontanati da dove puoi amarmi.
Io sono la mia casa. Questa è la porta.
Non voglio più dormire.
Io sono Colombo. Seguimi.
Il muro si sta spaccando.
E questa è la porta.
Sandro Mabellini
   dom 8 luglio ore 23 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
Mo-Wan Teatro
PALOMA 
regia e drammaturgia Alessandro Brucioni
con Antonio Tagliarini  e Elena Ferrari
video Pulika Calzini
luci e fonica Leonardo Bucalossi
produzione Centro Artistico Il Grattacielo
Arturo e Elena raccontano due mondi differenti. Arturo lavora, Elena studia. Arturo vive solo, Elena convive. Arturo balla, Elena si perde in riunioni politiche. Arturo è estroverso, Elena scrive lettere alla nonna. Attraverso le loro due semplici storie emergono le contraddizioni della società in cui vivono. Oblio della storia recente, ricordi, confusione dei piani, rabbia, solitudine e un infinito bisogno d’amore. Eppure la realtà si confonde. Le stesse parole per cose differenti. Lo stesso sguardo per sorrisi differenti. Lo stesso amore per persone differenti. Lentamente la realtà va a perdersi. Lentamente le due storie si sbriciolano e i resti si ricompongo come tante voci isolate. Che cosa sta succedendo? Chi è Arturo? Che cosa sta facendo realmente? Dov’è Elena e che cosa cerca? Chi sono?
La realtà è l’esito di tanti punti di vista. La realtà è sempre meno reale. Non sempre la realtà è visibile.
  dom 8 luglio ore 21  Teatro L’Ordigno, Vada (LI) 
TRAVERSI DANZA

SINFONIA

 PRIMA NAZIONALEdanza Ideazione e direzione: Silvia TraversiCoreografie : Silvia TraversiVideo: Dario MarzolaLuci: Cristina MassariRealizzato in residenza artistica presso  il Teatro Comunale di Casalecchio di Reno A. Testoni.Con il contributo di: Comune di Bologna settore Cultura e rapporti con lì’Università, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, meb&car. Silvia Traversi si cimenta sulle partiture di Robert Schumann.Una musica piena di energia, di vita, di passione. Dei ritmi incalzanti e scorrevoli, mai melensi, delle melodie che non passano inosservate all’orecchio e che racchiudono un movimento pieno, deciso, energico.Una coreografia che prenda spunto dalla danza intrinseca racchiusa nella partitura.  La musica prima del racconto.Il racconto insieme alla musica. Nella danza  serrata sulle note della seconda sinfonia di Schumann trovano spazio le piccole (grandi) relazioni che si stagliano da questo ensemble di esseri umani.  Un racconto di quattro uomini e tre donne, di scherzi e dispetti, di bellezza e di solitudine, di conforto e amicizia, di frenesia e tempo scandito. Tra ironia e sincerità.    
lun 9 ore 21 e mart 10 luglio ore 23
Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
I SACCHI DI SABBIA
1939
PRIMA NAZIONALE
di Giovanni Guerrieri
realizzazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano
collaborazione artistica Giulia Solano
collaborazione tecnica Federico Polacci
costumi Luisa Pucci
produzione I Sacchi di Sabbia in collaborazione con Compagnia Lombardi-Tiezzi, Teatro Sant’Andrea, Sipario Aperto. Circuito Provinciale dei piccoli teatri
Con il sostegno della Regione Toscana

“1939” è un “falso storico” alla ricerca della sua plausibilità.
Falso come tutti gli spettacoli, ha in più l’aggravante d’essere storico.
“1939” traccia i limiti della memoria, nella consapevolezza che ogni indagine ed ogni relativa divulgazione rischia la “falsificazione”.
In quanto storico“1939” include una storia: siamo in una piccola città di provincia nel 1939, dove si aspetta con ansia e trepidazione la visita di un ministro. Si mormora che qualcuno progetti di uccidere Sua Eccellenza in uno spettacolare attentato in piazza...
Ma in quanto falso, “1939” include anche il noir, l’avventura (in senso salgariano), il cinematografo, il melò. E così la Storia raccontata rischia la fiction.
E noi a cercare di riviverla, di imitarla. O di sospenderla. Solo l’immobilità è parodia dell’azione. L’inerzia del corpo la suprema resistenza. La plausibilità si raggiunge solo con la complicità di chi guarda.
  lun 9 ore 23 e mart 10 luglio ore 19Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) ASSOCIAZIONE OLINDA DI MILANO COSTANZO/RUSTIONI R.O.MESTÁ BIEN PRIMA NAZIONALE
progetto di e con Milena Costanzo e Roberto Rustioni
assistente Giulia Abbate
direttore tecnico, tecnico audio/luci Diego Labonia
si ringraziano infinitamente: Jonni Lodi, Loredana Paglioni, Rosita Volani.
 Un nostro punto di vista ironico, provocatorio e disperato sulla “volgare realtà quotidiana”.Durante il percorso, lo studio si è nutrito delle fonti di riferimento più disparate.  Abbiamo lavorato sulle sabbie mobili, abbiamo archiviato azioni, parole, materiali, immagini...Abbiamo composto figure nate dalla sovrapposizione di veline, ogni velina una nuova difficoltà, un nuovo compito, un nuovo vincolo.Il disegno finale si regge su slittamenti continui.Està bien è ora il nostro archivio vagante di responsabilità. L’archivio dei ricordi, delle paure, cataste di carte accumulate, cataloghi, elenchi interminabili di nomi, date di nascita e di morte. Tutte le cose scritte, tutte le cose che si dovranno ancora scrivere.   lun 9 luglio Teatro L’Ordigno, Vada (LI) 
COMPAGNIA PAOLA BIANCHI
CORPUS HOMINIS danzaideazione e coreografia Paola Bianchi con Alessandro Bedosti, Piero Leccese, Matteo GarattonimusicheFabio Baroveroluci Fabio Sajiztecnica  Filippo Trambustiorganizzazione Chiara Gallazzi, Chiara Vandi produzione Agar, Torinodanza, Regione Piemonte incoproduzionecon Drodesera>Centrale Fiesincollaborazionecon Città di Ebla graziea Cango, l’arboreto, Raum, Blusuolo centro arti performative, Cristina Riccati, Silvia Parlagreco, Veglie in volo  Rappresentiamo il tempo della ragione minima e della distruzione massima.Ulrich Beck Il lavoro parte da una riflessione sul corpo come luogo in cui si inscrivono i rapporti di dominio e di subordinazione.  corpi, soli, spettatori del mondocorpi senza corpo WILL YOU HELP ME?corpi dissociati in organi, materia fisiologica relativamente passivacorpi medicalizzaticorpi che si disfanno per vibrazionePRIMA FUGAcorpi misurati ed esibiti, ordinati e puliti nella bellezza del loro apparire corpi celebrati, disciplinati, plasmabili.corpi docili. superfici di scrittura, marchiati dal testo della leggeSECONDA FUGAcorpi uniformati, colonizzati, omologaticorpi massificati nella solitudinecorpi in-formati, regolatimorte cerebrale come criterio necessario e sufficiente alla diagnosi di morte dell’individuo egemonia dell’encefalo corpi come “cose”, corpi catatoniciLA RESA NECESSARIAvittima/carnefice - i ruoli si confondonoinvalidi della civilizzazioneNULLASTASIOgni società parla di corpi, li plasma, li orienta, li segna, li riduce a ragione.STILI DELLA CARNE    mart 10 luglio ore 21.30 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
DIONISI COMPAGNIA TEATRALE
OPERA NOTTESENZACUORE
regia Valeria Talenti
aiuto regia  Carlo Compare
con Giulio Baraldi, Emiliano Brioschi, Alex Cendron, Silvia Gallerano, Carmen Pellegrinelli
Lorenzo Piccolo
musiche dal vivo di Massimo Betti , Donato Biscione  Elvio Longato , Giulio Sagone
scene, luci e costumi Laura Bresciani
trucco di Cristine Du-Puys
tecnico del suono Alessandro Daniele
scenotecnica Lisa Guerini
È un’opera musicale in cui la parola diventa tagliente come la musica e racconta la notte metropolitana fotografando una galleria di personaggi e di atmosfere estreme e disperatamente poetiche. È “Opera Notte” il nuovo progetto firmato dalla Compagnia Teatrale Dionisi, compagnia Milanese dal 2000 attiva a livello nazionale.
Scritto dall’autrice Renata Ciaravino e diretto dalla regista Valeria Talenti, Opera Notte è un concerto in cui musica rock, pop, blues si intrecciano al teatro creando una miscela esplosiva di emozioni e di suoni per chi desidera e ama camminare tra le ombre della notte.
In scena un palco da concerto rock e una band che esegue musiche dal vivo, suoni che rompono il silenzio della notte e spingono dritti sulla soglia del racconto. Le musiche si scontrano e si intrecciano con le voci degli attori, anime perdute che svelano i misteri di vite bruciate, romantiche, al capolinea ma anche disposte a rimettersi in gioco per rinascere dal buio della notte.
I personaggi, emersi da un viaggio agli inferi e al “termine della notte”, confessano i drammi di una tragedia contemporanea scandita al ritmo di una musica contemporanea. Quel che non si può più tacere emerge come in un flusso inarrestabile e la “velina”, lo sbandato, ma anche le persone insospettabili escono dal buio della frenesia quotidiana e finalmente, come se riuscissero ad arrestare il tempo, parlano con parole ruvide ma vere, parole rock che perforano il silenzio di coscienze sopite e cantano la vita nella sua sconcertante verità.
    mart 10 luglio ORE 21Teatro L’Ordigno, Vada (LI) HABILLE D’EAUBEATELa sostanza si fa interpunzione - Nudo ordito trascendentale - Iniquità del tempoPRIMA NAZIONALEdanza
ideazione e regia Silvia Rampelli
Danza Alessandra Cristiani, Andreana Notaro, Elisabetta di Terlizzi, Silvia Rampelli
Luce Gianni Staropoli
Oggetti di scena Luca ServinoProduzione Habillè d’eau 2006 – Teatro Furio Camillo 
Apparentemente focalizzata sull’epifania del tempo, nel grande negativo lasciato dal ritrarsi della sostanza, il luogo di questa prova performativa è, in realtà, la soglia non misurabile del fluire fruire della durata. La persistenza dell’oggetto genera una fluttuazione, che sfoca la nozione di identità, annullando il prima e il poi nell’atemporalità indeterminata dell’origine e sfida il meccanismo percettivo, che - scandendo per intervalli - insegue forme chiuse nel continuum spazio-temporale. Vano contare alla rovescia: qualsiasi successione non equivale al suo inverso.
   mart 10 ore 18 e merc 11 luglio ore 18  Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTIAB-USOan oack tree NUOVA PRODUZIONE
di Tim Crouch
regia Fabrizio Arcuri
traduzione e cura drammaturgica Luca Scarlinicon Matteo Angius,Gabriele Benedetti, Pieraldo Girottocura degli ambienti Diego Laboniaorganizzazione Miguel Acebesproduzione Accademia Degli Artefattiin collaborazione con IED - Roma, British Council, Trend - nuove frontiere del Teatro Britannico, Santarcangelo - International Festival of the Arts, Festival Teatri delle Mura di Padova, Armunia - Castiglioncello, Officina culturale - Regione Lazio.  Crouch  propone in An Oak Tree un attore  nelle vesti di ipnotizzatore al centro di una struttura che resta largamente affidata all’aleatorietà, mutando continuamente gli interpreti del deuteragonista, per indurre un effetto di spaesamento. L’interprete che affianca l’attore principale cambia ogni sera e riceve il copione solo durante la messinscena, senza istruzioni registiche o informazioni sui movimenti che vengono dati in diretta. Tema principale è, come nel lavoro da cui trae origine, la continua metamorfosi di elementi personali nel meccanismo dell’arte, senza rete, tra momenti di grande pathos e lampi di humour nero, a seconda degli interpreti e delle loro reazioni    merc 11 luglio ore 21 Teatro L’Ordigno, Vada (LI) 
ANTONIO TAGLIARINI
SHOW PRIMA NAZIONALEterzo spettacolo della trilogia sulla rappresentazione: “Freezy”, “Titolo provvisorio.senza titolo” e appunto “Show”
di e con Antonio Tagliarini
scene, costumi e collaborazione artistica Fabrizio Bianchi
elaborazione maschere Fabrizio Bianchi e Roberta Spegnecon il sostegno di Rialto Santambrogio e Centro Artistico Il Grattacielo
Un auto-ri-tratto impossibile. Un auto-intervista, tante interviste. La confessione. Io sono  un presentatore, un danzatore,  uno show-man. Io sono…me, io…chi sono?  Io sono il mio tempo. Io sono le mie cose. Io sono i miei eroi. Io sono il mio alter-ego… io sono tante di quelle possibilità che mi diluisco, svanisco, coincido con lo spazio che mi circonda, coincido con gli occhi che mi guardano e che guardandomi mi rendono possibile e dunque vero…
  merc 11  22.30 e giov 12 luglio ore 22.30 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
GUASCONE TEATRO

OSTAGGI

Ovvero i tre dell’Ave Maria in mano al lupocattivo PRIMA NAZIONALEdi Andrea Kaemmerle con Andrea Cambi, Carlo Monni, Andrea Kaemmerle e la partecipazione straordinaria di Alberto Severi  Il  tempo in cui tutto si vende, si compra, si scambia, si commercia e mercanteggia, è il tempo degli ostaggi.Merce umana, uomini sottratti, oggetti per rappresaglie e rivendicazioni, situazioni ed occasioni dove ad ogni uomo si da un prezzo preciso.Ingegneri, tecnici delle multinazionali,giornalisti, soldati e mercenari forse lo hanno messo in conto scegliendo il proprio mestiere; ma cosa accade se per sbaglio vengono fatti OSTAGGI tre attori toscani ?Carlo Monni, definito il poeta contadino, il diamante grezzo della comicità toscana; Andrea Cambi, esponente di una comicità del dolore, comico triste alla Buster Keaton; Andrea Kaemmerle, clown poetico ed irriverente.Un’ improbabile cella del sud del mondo diventa testimone di una fusione di riflessioni e grandi momenti di comicità profonda ed esistenziale.Unico collegamento con il mondo, sono i bollettini telegiornalistici del giornalista e drammaturgo Alberto Severi che interverrà frequentemente dalla sua televisione per raccontare questi giorni di prigionia ed a mostrare le interviste e gli appelli disperati degli amici celebri dei tre ostaggi.    merc 11 ore 21 e giov 12 luglio ore 19  Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
LABORATORIO NOVE
BLUES BALKAN & C 
autore e regista  Luca Camilletti
con Chiara Vannuccini, Simona Arrighi, Matilda Arrighi, Sandra Garuglieri, Roberto Gioffré, Romeo Martin Panichi, Silvano Panichi, Pietro Rabatti, Ilaria Cristiniluci  Roberto Cafaggini 
Vita, morte, miracoli. I resti evocativi per sacrificare l’idea di una possibile narrazione senza trama autorizzata; l’immaginario balcanico e apolide spalmato nella scena sconsolata, aperta e vuota e piena e buia. Nessun intento storiografico né somministrazione del catalogo delle ingiustizie del tempo. Un tentativo di chiamare le cose con nomi improvvisi senza pensare di dover fare i conti con la storia dell’arte o con la geografia. Il titolo è pronto a raccogliere il musicista curioso, lo storico insoddisfatto, la varia umanità partecipe dell’ordinarietà delle cose - grandi già di per sé senza il bisogno di chiamarle eventi. Nell’evento tutto si autodistrugge e si proclama particolare, indiziato e misero interlocutore della certezza. Nella fame e nell’assenza di dimora si sviluppa ciò che non esiste nel vizio della propria esistenza e si rende necessario pensare ad altro, qui, nella periferia dell’occidente.
Luca Camilletti lavora nel campo delle arti sceniche, con estensione alla musica e alla fotografia, sviluppando percorsi di ricerca che coinvolgono una visione e uno sguardo analitico e non psicologico con gli attori. Fa parte del gruppo Kinkaleri che da undici anni produce spettacoli e altri formati in stretta relazione con i linguaggi contemporanei dell’arte. Ha recentemente curato progetti con la compagnia Laboratorio Nove.
 merc 11 giov 12 e ven 13 luglio ore 23.30   Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
CARAVANKERMESSE
CARAVANKERMESSE3 repliche a seraSpettacolo per 10 spettatori, prenotazione obbligatoriaautore e regista David Batignani e Natascia Curci
con Il Sig. Ker, Mrs. Messe, e per la prima volta sulla scena Mister Van.
  
Spente le luci rimane il buio di una periferia sconosciuta, la vita si trasferisce all’ interno delle carrozze e nel futuro c’ è sempre una nuova città da raggiungere. Un caravan parcheggiato decorato alla maniera dei carrozzoni del circo, tutti gli ospiti sono accolti all’ esterno per ricevere il biglietto d’ ingresso. Lo spettacolo ha già avuto inizio. Una passerella d’ ingresso disegnata da un tappeto rosso e protetta da una veranda luminosa, un carretto, corde, gabbie. Tra l’alternarsi di entrate e uscite, due personaggi accolgono, si sfiorano, si scontrano e non si incontrano mai. Le nostre pareti sono sottili, il pavimento instabile e il tempo breve infastidisce l’ intimità.
  giov 12 ore 21 e ven 13 luglio ore 19 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
ASSOCIAZIONE CULTURALE NARRAMONDO
 “Antigone”di Sofocle
 PRIMA NAZIONALE

con Eva Cambiale, Matteo Cremon, Maurizio La Livolsi, Andrea Pierdicca, Carlo Orlando, Nicola Pannelli, Raffaella Tagliabue, Elena Dragonetti.

regia Carlo Orlando & Nicola Pannelli

scene e costumi Laura Benzi

disegno luci Giovancosimo Devittorio

organizzatrice Lisa Raffaghello

Si ringrazia: la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, il Comune di Novi Ligure e il Comune di Rocca Grimalda
 “La visione di Tiresia (di Sofocle) dell’inversione del mondo dei vivi e dei morti, ha acquistato per noi, oggi, una straordinaria attualità.È la lucida descrizione di un pianeta dove massacri e guerre nucleari hanno lasciato un numero infinito di morti insepolti, dove i vivi aspettano la fine nel buio di rifugi sotterranei […]Tiresia annuncia queste prospettive, l’uccisione della vita da parte della politica dei vivi, politica che, come quella di Creonte, ha le sue indubbie pretese di razionalità e dignità.Il significato pieno della azioni (errori) di Creonte risulta familiare a noi come non poteva esserlo a nessun altro spettatore o lettore prima dei pericoli della nostra era. […] non è “la luce ” che “grida a noi da tremila anni”, è il buio”.
Le Antigoni, George Stainer.
    
ven 13 luglio ore 22
Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) STRADE BIANCHE PRESENTA:Giovanni BattagliaPEZZIDUOMOdi Giovanni Battaglia e Duccio Canestriniregia Roberta Fossatimusiche Giusi Bisantino Lo spettacolo nasce dal dialogo tra due amici di vecchia data: un antropologo (Duccio Canestrini) e un attore (Giovanni Battaglia).Se fosse un viaggio, sarebbe un dirottamento: più che sviluppare dei temi, li avviluppa. In effetti lo si può considerare il diario di un libero pensatore, dove la sfera privata e quella sociale si intrecciano continuamente, così come i registri: il dramma, la comicità.Il protagonista è uno sfollato dalla pazza folla, un cinquantenne caparbio che combatte contro il pensiero unico. Gli anglofoni lo direbbero HTQ, hard to qualify, difficile da inquadrare.Pezziduomo si snoda in dieci monologhi che durano tra i cinque e i dieci minuti ciascuno. Ogni monologo tratta un argomento specifico e lo sipotrebbe considerare come uno dei pezzi dell’uomo che si racconta.Il nostro registro non è quello del teatro tradizionale, non è cabaret, non è un oratorio civile.E’ piuttosto uno spazio interiore, un luogo dove pensarele nostre domande, dove mettere a nudo le fragilità, le contraddizioni della vita quotidiana. Lo spettacolo, le cui atmosfere sono raccontate dalle musiche originali di Giusi Bisantino, fa anche ridere, certo, ma la comicità non è usata come arma di distrazione di massa. E’ invece funzionale ad alleggerire la fatica della resistenza umana, con la voglia di interrogarsi sugli scenari possibili: quelli attuali, quelli che vedranno i nostri figli.   ven 13 ore 21 e sab 14 luglio ore 19Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
MAURIZIO LUPINELLI
FUOCO NERO PRIMA NAZIONALE
di Antonio Moresco
ideazione e realizzazione Maurizio Lupinelli, Elisa Pol, Antonio Rinaldi
in scena Maurizio Lupinelli e Elisa Pol
produzione Armunia Festival
Fuoco Nero è un ossimoro in cui l’unico modo che l’attore ha per vivere la scena è l’annientamento della propria rappresentazione.
Tratto dal testo teatrale Fuoco Nero di Antonio Moresco, compreso nella raccolta Merda e Luce, ed. Effigie, Milano, l’omonimo Fuoco Nero messo in scena da Maurizio Lupinelli, Elisa Pol ed Antonio Rinaldi, è un viaggio onirico dove innumerevoli figure appartenenti alla Storia e al Cosmo si passano violentemente il testimone (il corpo vivo dell’attore in scena) per compiere una corsa che brucia e che consuma il respiro.
In questo lavoro il teatro viene interrogato dal tamburo di una pistola che spara e che cancella di volta in volta la rappresentazione ed il suo ricordo.
Il gioco in cui lo spettatore si trova è chiaro fin dal principio:
“…anche la luce è buio…”   ven 13 ore 19  e sab 14 luglio ore 21Teatro L’Ordigno, Vada (LI) 

ANNA MACRAE (AUSTRIA- NEO ZELANDA)

SHOCK BODYPRIMA NAZIONALEdanza
Progetto, coreografia ed esucuzione Anna MacRae
musica dal vivo Ignaz Schickvideo Anna MacRae & Simon Kürmayr, Kenji Ouelletluci Martin Beeretzspazio scenico Simon Kürmayr costumi Anna MacRae Shock body è una performance su come il linguaggio del corpo reagisce allo shock. Un linguaggio che il corpo esprime quando si sgancia dall’emozione e dall’intelletto. C’è una strada lineare che tira da un estremo dello spazio all’altro che rappresenta l’autorità della linea retta.Una linea ondulata che ci conduce giù. C’è una persona nello spazio che ha due corpi, uno è fermo e l’altro ruota. Essere vivi significa essere nella velocità. I passeggeri abitano “la terra della velocità”, una seconda dimensione. Il lontano diventa vicino e il vicino diventa lontano. C’è una dissolvenza di dettagli nel mondo della velocità e una distorsione.      sab 14 ore 19  e dom 15 luglio ore 21  Teatro E. Solvay, Rosignano Solvay (LI) SNEJANKA MIHAYLOVA presenta SILVIA PASELLO con Silvia Paselllo/Dove? 
autore, regista: da definire
produzione: Yael Davids, Snejanka Mihaylova, Silvia Pasello
residenze di creazione Armunia, Arboreto, Longiano
prima tappa Contemporanea 2007, Prato
Il lavoro di Snejanka Mihaylova e Silvia Pasello si serve di un percorso a tappe che utilizza l’ospitatilità di strutture teatrali per creare formati differenti  (performance, video, interviste, pubblicazioni, testimonianze etc) situati al confine tra il teatro e le arti visive. Per la seconda tappa del progetto le due artiste hanno scelto un luogo preciso: il teatro Solvay di Rosignano che sarà l’oggetto della loro interpretazione
      sab 14 ore 23 e dom 15 luglio ore 22  Castello Pasquini, Castiglioncello (LI)
TEATRO KISMET OPERA/MARIANO DAMMACCO
ASSEDIO
testo e regia Mariano Dammacco
con Christian Di Domenico, Franco Ferrante, Luca Moreni, Ermanno Nardi, Maria Rita Simone
spazio scenico Mariano Dammacco, Vincent Longuemareluci Vincent Longuemarein coproduzione con Santarcangelo 07, International Festival of the Artsin collaborazione con Teatro Scalo  
Assedio è un testo teatrale costruito intorno alla parabola di Achille nell’Iliade. Nell’Iliade ho letto la storia di un popolo che ne assedia un altro. Ho letto di una guerra combattuta da uomini orientati da divinità orgogliose e vendicative.
L’Iliade mi racconta di logiche e forze che sottendono alla vita degli uomini anche oggi.
Mi racconta dell’Occidente in cui viviamo oggi, un Occidente che assedia l’altro da sé ma che, allo stesso tempo, è composto da individui assediati. Nell’Iliade ho letto di uomini, donne e finanche eroi privi di libertà, che hanno la loro ragione di essere solo se spendono i propri talenti e la propria vita nel solco del pensiero dominante all’interno della loro società. E’ questo il caso di Achille. Durante il poema, e quindi in Assedio, a un certo punto, Achille si ferma, pensa e vede che la sua eccellenza e la sua eroicità si spendono appunto in questi termini. Vede e deve scegliere se smettere di essere l’eroe, perché sì eccellenza ma di una causa ingiusta perseguita in modo ingiusto. Achille deve scegliere tra la coerenza alla sua nuova visione del mondo, a costo dell’isolamento, o invece una nuova, ed ora ipocrita, adesione al sentimento, al pensiero ed all’azione comune, in cambio di innumerevoli benefici.
Mariano Dammacco  sab 14 ore 21  e dom 15 luglio ore 19 Castello Pasquini, Castiglioncello (LI) 
FORTEBRACCIO TEATRO, FONDAZIONE PONTEDERA TEATRO, IL GRUPPO LIBERO
NNORD 
di Roberto Latini 
con Sebastian Barbalan, Paolo Carbone, Guido Feruglio, Fabiana Gabanini, Roberto Latini, Vinicio Marchioni, Marco Vergani
colonna sonora Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
scena Pierpaolo Fabriziodrammaturgia e regia Roberto Latiniaiuto regia Gianluca Misitiresponsabile di produzione Federica Furlanis  
Essere a Nord. Profondamente. Essere il  Nord. Come condizione mentale, culturale, sociale, politica, economica, quasi antropologica. Costruito in quadri indipendenti, in scene numerate come dentro a una sequenza, una serialità, lo spettacolo è la reiterazione di uno stato, di un concetto, dentro il significato di “normale”. Senza pretesa alcuna di essere esaustivo nel suo proporsi, senza capacità, ci piacerebbe, senza mediazioni. Nessun testo di partenza, appartenenza o guida. Con una scrittura scenica diretta, che non risulti essere l’esito di un adattamento o di una riscrittura, ma dentro la purezza della comunicazione o della relazione. Non dell’interpretazione. Oggettivo e personale quanto la percezione. Come se gli appuntamenti che chiamiamo teatro fossero le pagine di un diario collettivo.
   dom 15 luglio ore 23.30castello Pasquini, Castiglioncello (LI) TEATRO SOTTERRANEOPOST-IT 
PRIMA NAZIONALE
creazione collettiva Teatro Sotterraneo
in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri
elaborazione drammaturgica Daniele Villaassistenza tecnica Marco Santambrogio, Alessandro Ricciarellirealizzazione scene Camilla Garofanoin collaborazione con Teatro della Limonaiacoproduzione Centrale Fies 
Un volume cubico neutro, metri 5x5. Una guaina di teli neri. Quattro performers che aggrediscono la scatola teatrale da tagli e aperture. Partendo dalla formula svelare occultando Teatro Sotterraneo imposta un funerale consapevole di stare sulla scena, una catena di montaggio che va dalla produzione all’imballaggio fino allo smaltimento, presentazione scenica che offre e poi rimuove, impacchetta, mette via cose e persone. Post-it agisce per sottrazione: l’azione all’azione, il parlato al parlato, le cose alle cose, un sistema di frammentazioni entro cui i corpi agiscono in modo costretto – dagli spazi, dai materiali, dall’obiettivo di togliersi.
Post-it è un recesso, un dimenticatoio dove cercare e verificare ogni possibile Fine: nel consumo di oggetti, nell’esaurirsi di un discorso o di una partitura, nell’assenza che prelude sempre e comunque al ritorno.
       dom 15 luglio ore 21Vada (LI) 
TEATRI DELLA RESISTENZA
PRESENTE DI MEMORIE 
PRIMA NAZIONALE
di Dario Focardi
regia Teatri della Resistenza
con Dario Focardi, Livia Giunti e Linda Galluzzo
musiche Francesco Mariotti
luci e fonica Mario Mantilli
prodotto col sostegno della Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Guardistallo e l’aiuto di Armunia
Presente di Memorie è una bibbia di persone, di ricordi e di racconti.
Presente di Memorie è molte domande scomode e poche risposte. Presente di Memorie è l’intromettersi delicatamente nel privato per trovarvi un senso si appartenenza che tutti possano condividere. Presente di Memorie è la nostra Storia, le nostre Storie di una terra 60 anni fa attraversata dalla guerra.

 

 

 

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C.F. : 93072180750
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